Sono francese, vengo da una famiglia cattolica. E voglio raccontarvi come sono diventata un “medico dei cuori”. Fin da piccola mi sono chiesta: “Se Dio è Amore, perché Dio permette tanta ingiustizia nel mondo? Perché ho una casa molto bella con una grande stanza tutta per me e ci sono persone che dormono fuori sotto la pioggia? Perché il mio frigorifero è sempre pieno e ci sono bambini in Africa che muoiono di fame? E perché Dio non sembra fare nulla per cambiare tutto questo?”.
Ho trovato la risposta a queste domande quando ho capito che Dio è il primo a commuoversi vedendo la sofferenza dei suoi figli, e che non resta a guardare, ma reagisce... Come? Non magicamente, ma chiamando persone come voi e me, condividendo nei nostri cuori il desiderio di fare qualcosa per cambiare questo mondo. Sì, certo, Dio vuole cambiare questo mondo, ma può farlo solo attraverso la nostra vita.
Quando si è trattato di scegliere una carriera, ho optato per la medicina, per poter essere un giorno un medico senza frontiere in Africa. Pensavo che salvare la vita fisica fosse la cosa più importante. A 20 anni ho svolto un mese di missione in Camerun. Con i miei fratelli e sorelle africani ho conosciuto meglio Gesù. Ho scoperto come il suo Amore potesse dare loro una pienezza di vita, una gioia profonda anche nelle difficoltà e un senso e una speranza a ciò che poteva essere più assurdo. E Gesù mi ha fatto capire che la medicina che voleva dare al mondo attraverso di me era il suo amore. Mi ha chiamata a essere un “medico dei cuori”.
Sono 21 anni che mi dedico all'evangelizzazione e sono molto grata a Dio. Sono molto felice di vivere la mia missione in questa terra. Lo ringrazio anche per essere testimone nei luoghi di missione dove sono stata (Argentina, Italia, ora Togo) della potenza del Suo Amore. Infatti, ho visto come Lui sia capace di ridare vita a una persona che si sente morta dentro e di farne una sorgente di Vita ovunque vada. È proprio così che Dio sta cambiando il mondo!
Isabelle Jacquinet. SEMD Lomé (Togo)
