Vengo da Capo Verde, un piccolo paese sulla costa occidentale africana. E sono testimone che l’amore è più forte della morte.
Appartengo a una famiglia che fin da piccola ha seminato in me la fede e molto affetto. All’età di 16 anni ho perso mia madre e tre anni dopo mio padre. Questo fatto ha segnato una pietra miliare nella mia vita. L’esperienza dell’essere orfana mi ha portato a farmi molte domande: che senso ha la vita? Perché la sofferenza? Perché la morte? Cosa facciamo in questo mondo? ecc.
Ero molto arrabbiata con Dio per tutto quello che mi era successo. Entrai in una crisi di fede. Le mie domande persistevano: “se Dio è buono, perché permette le guerre, la morte degli innocenti…?”
Nella mia ricerca ho incontrato delle missionarie che mi dissero che avrei potuto parlare con Dio e mi invitarono a un gruppo di preghiera. Lì ho visto un’opportunità per esprimere a Dio tutta la rabbia che portavo dentro e questo mi ha permesso di “discutere” con Lui. Fu l’inizio di una nuova nascita. Posso dire che imparare a pregare, cioè parlare con un Dio vivo, mi ha restituito la vita. Dio ha ascoltato il mio dolore, la mia rabbia; ha visto le mie lacrime… e la cosa più importante è che mi ha risposto. Questa è una delle ragioni per cui ho deciso di essere missionaria: per poter essere uno strumento affinché le persone entrino in relazione con Dio.
Poco a poco ho scoperto che Dio ha sentimenti, che soffre per la perdita dei miei genitori, che è sensibile al mio dolore e a quello dei miei fratelli. Per Lui ognuno di noi è unico, niente di quello che vive ciascuno dei suoi figli gli è indifferente.
Posso dire che la sofferenza è stata la porta d’ingresso da cui Dio si è rivelato a me e questo mi ha portato a dire: “a un Dio così vale la pena dare la vita”. L’ultima parola non ce l’ha la morte, ma la vita e l’amore.
Ho incontrato molte persone a cui il dolore, la perdita di qualcuno di caro, la realtà del mondo ha fatto perdere la fede, e spesso mi dicono “io non posso credere in un Dio che permette la morte e le ingiustizie”. Io rispondo loro: “nemmeno io”, il Dio in cui credo è il Dio della vita.
Eunice Rocha SEMD Togo


